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  Vladimira Cavatore
 

La poesia è l’arte e ha in sé alcune qualità della musica e riesce a trasmettere emozioni e stati d’animo in maniera evocativa e potente, più di quanto faccia la prosa. 
Vladimira Cavatore, in “Il pasto nell’ombra, (Edizioni Il Filo, 2008) che costituisce la prima raccolta di poesie, scritti e racconti emerge con forza il senso della raffinatezza e del sublime”. Una poesia piena di significato che avviene quando si legge o si ascolta, emotiva, poiché scritte nelle lingue italiana e spagnola con una funzione di vettore sia di significato sia di suono, di contenuto sia informativo sia emotivo.


Una poetica dove le parole hanno un valore per il contenuto che esprimono, ma essenzialmente per l’armonia, il suono che generano quando si incontrano, dopo essere state scelte e avvicinate dall’autrice. La sua poesie consiste nella fusione di significante e significato, di forma e contenuto. E possiamo dire che la sua poesia è riuscita nella perfetta corrispondenza tra questi due elementi.
Attraverso la lettura dei brani è possibile cogliere una continuità tematica, strutturata su alcuni motivi di fondo: “portando il lettore ad incontrare paesi che vivono all’ombra di società opulente; la riscoperta di eroi di altre terre e personaggi dell’anima alimentati da un percorso interiore”, come ha scritto benissimo Victor Ramon Garcia nella prefazione del libro.


Vladimira Cavatore dimostra consapevolezza dei propri mezzi, ha intitolato questo libro “Pasto all’ombra”, perché in effetti ha inteso tracciare alcuni aspetti caratteristici dell’esistenza, con un occhio però di favore più per il sociale, senza trascurare la vita e l’amore.
E’ opera di gradevole lettura, dove scorrendo le righe, se riuscirete a essere partecipi, non potrà non venire in voi il brivido dell’emozione, magari immaginandovi di essere in quegli ambienti descritti sui Maya, contornati da gente del popolo, alla quale la poetessa rende omaggio.
La “biblioteca Interculturale Cultura Viva ha ospitato la poetessa presso la sua sede a Nettuno (RM), Via Romana, 187. Una serata ricca e emozionante dove la lettura delle poesie erano seguito dal flauto magico di una diciassettenne Federica Chiaro, nata e cresciuta proprio a Nettuno. Nella stessa città dove i giovani della sua età, in mancanza di spazi di scambi e di cultura, si trovano parcheggiati sul muretto davanti al Porto Turistico quando non impegnati nelle interminabili camminate, le famose vasche, tagliando la città in lungo e largo.
Non si può trascurare la presenza dell’attore Giovanni Puglisi, che nelle sue letture delle poesie in lingua spagnola ha emozionato il pubblico arricchendo e valorizzando ancora di più i già forti e incisivi versi della Cavatore.


Il neo della serata, se vogliamo essere puntigliosi,  si tratta della assenza o latitanza dei giornali locali, che hanno snobato l’appuntamento, confermando così la difficoltà di fare cultura in un territorio già di per sé complesso. Non possono dire che non sono stati avvertiti, o che non erano a conoscenza del programma. Oggi, naturalmente, la priorità è la politica, le elezioni comunali, le sfilate di candidati, nella sua maggior parte, ignoranti e senza cultura. Forse è un periodo, e magari, finite le elezioni i giornali prenderanno in considerazione gli aspetti culturali della città. Nettuno è una città senza un cinema, senza un teatro, senza punti di aggregazione, e fino a due mesi fa, senza una biblioteca pubblica e la nascita di “Cultura Viva” già di per sé dovrebbe essere un motivo d’interesse. In verità, la mancanza della stampa è un vero problema, perché lo sforzo delle persone in portare avanti le manifestazioni culturali hanno un enorme bisogno di appoggio. Non si migliora le condizioni delle persone, ma soprattutto dei giovani, riempiendo le loro pagine con i “faccione” di politici opportunisti, ignoranti i corrotti nella sua maggior parte. Non vogliamo assolutamente un allontanamento della politica, questo mai. Ma vogliamo una cultura politica diversa e una diversa politica della cultura. Vogliamo i giovani impegnati nell’ambito politico, perché siamo contro le persone che si astengono dal partecipare, e dicono con certo orgoglio che non si mischiano perché i politici sono tutti ladri e quant’altro. Al contrario, vogliamo che le persone oneste si mescolino se non altro per migliorare la qualità e, se possibile, ad allontanare i politici opportunisti e corrotti. Siamo coscienti che la peggiore ignoranza è quella politica. Per colpa dell’ignoranza politica crescono le differenze sociali, l’abbandono dei minori e la violenza su di essi, la prostituzione e il peggiore di tutti i mali, il politico criminale, corrotto e opportunista.

 
 
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